martedì 30 novembre 2010

Era, è e sarà per sempre, per tutta la durata del tempo

Prima di rispondere alla domanda precedente (differenza e importanza del rito o della sostanza rappresentata dal rito http://chisiamoedoveandiamo.blogspot.com/2010/11/eucarestia-e-rito.html) occorre fare una premessa.
Infatti di quest’argomento hanno discusso molti studiosi non solo contemporanei, ma anche fin dalle origini del cristianesimo e si può dire che una problematica di questo tipo mise anche Paolo in polemica con Pietro sin dal tempo degli Apostoli con argomenti pro e contro.
Dal mio punto di vista, prima di rispondere occorre aprire la mente e non aspettarsi una risposta a base di conseguenze logiche o di sillogismi, ma una risposta che deriva dalla contemplazione di un mistero (cioè di qualcosa che si intuisce, ma che non è mai completamente posseduto dalla mente).
Noi siamo abituati a pensare nel tempo: ciò che è avvenuto ieri ormai è passato, adesso c’è il presente in cui si possono vivere alcune conseguenze di quello che è successo ieri, e domani le conseguenze man mano si attenueranno fino ad essere completamente sommerse nelle conseguenze di altri fatti che sopravverranno. Siamo abituati talmente al tempo che una cosa è viva solo se il suo stato ad un istante è diverso dallo stato che aveva un istante prima e sarà prevedibilmente diverso un istante dopo. Una cosa è viva se si muove, se respira. Infatti ciò che è fermo e  che rimane uguale per un certo tempo lo definiamo una cosa o un corpo morto.
Noi diciamo anche che Dio è vivo, e quindi si muova, che in un certo senso intervenga nella storia dell’uomo, e quindi che compia delle cose in un tempo e che poi ne faccia altre. Ma la domanda che ci dobbiamo fare è: il tempo di Dio è lo stesso tempo del nostro? Dio è vivo e quindi “si muove”, lo fa come gli esseri viventi? S. Agostino per primo disse che Dio è al di fuori del tempo. Altri poi hanno detto che davanti a Dio tutto è presente. Ma che intendevano dire?
Anche io ho le mie idee. E, poiché sono un fisico e quindi abituato a teorizzare, mi sono costruito un modello.

Immagino che il nostro universo sia paragonabile ad un piano inclinato, e che la nostra presenza sia paragonabile ad una goccia d’acqua che scorre per gravità verso il basso e che per attrito si sposta, nella sua caduta, un po’ a destra e un po’ a sinistra. Immagino che la direzione verso il basso (nel senso della freccia) indichi il tempo e che i movimenti a destra e a sinistra rappresentino i nostri movimenti da una parte a un’altra nel mondo. Ognuno di noi lascia una traccia (una scia bagnata) nella sua vita finché alla fine la sua goccia evapora (“come acqua che cola sopra un pendio” – Michea 1,4b). E Dio dove sta? La risposta è ovvia, fuori del piano inclinato! Per cui il modello diventa:

Il triangolo rappresenta Dio, al di fuori dello spazio e del tempo. Ovviamente Dio è libero di muoversi in questo spazio (cioè Dio è vivo), anche se abbraccia tutto lo spazio e lo scorrere di tutto il tempo con un solo colpo d’occhio.
Il Salmo 89 dice: “Ai tuoi occhi, mille anni
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.


Nella seconda lettera di Pietro, al capitolo 3, versetto 8, è detto poi “davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo

Nelle due figure cerco di evidenziare come questo si concilia con il mio modello; le righe in rosso indicano i movimenti di Dio.













Perché insisto su  questi punti? Perché la visione di Dio che dobbiamo avere su questa terra è che ogni momento di Dio è presente in ogni momento della vita terrena. Perciò noi dovremmo sempre dire di Dio che “era, è e sarà”. La Chiesa infatti insegna a pregare “Gloria … come era in principio, e ora, e sempre nei secoli dei secoli”


Da questo articolo derivano altri articoli:

  1. fate questo
  2. quel pazzo amore

venerdì 19 novembre 2010

Eucarestia e rito

Ricevo questa lettera.
Parliamone!
Chi vuole aggiunga i propri commenti e il proprio pensiero!


.......................
Mi piace parlare con te di queste cose e così lancio la questione:
"l'eucarestia è il rito della comunione 
oppure il rito della comunione è una delle  sue possibili e valide rappresentazioni?"
Il rito:
Non è forse quello della circoncisione un rito lasciato agli uomini da Dio?
Atti 15
Ma alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, si alzarono dicendo: «Bisogna circonciderli, e comandar loro di osservare la legge di Mosè».
Allora gli apostoli e gli anziani si riunirono per esaminare la questione. 
7 Ed essendone nata una vivace discussione, Pietro si alzò in piedi e disse:
«Fratelli, voi sapete che dall'inizio Dio scelse tra voi me, affinché dalla mia bocca gli stranieri udissero la Parola del vangelo e credessero. 
8 E Dio, che conosce i cuori, rese testimonianza in loro favore, dando lo Spirito Santo a loro, come a
noi; 
9 e non fece alcuna discriminazione fra noi e loro, purificando i loro cuori mediante la fede. 
10 Or dunque perché tentate Dio mettendo sul collo dei discepoli un giogo che né i padri nostri né noi siamo stati in grado di portare? 
11 Ma noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro».
..........................

mercoledì 10 novembre 2010

Ma i cristiani che ci stanno a fare?

Io sono un fisico, e la laurea in fisica mi ha segnato nel modo di pensare. Per spiegare un concetto o per valutarne le conseguenze ho bisogno di un modello, di una teoria che sintetizzi il comportamento della cosa che sto valutando.
Per questo mi sembra opportuno esporre un modello su questo tema che mi è stato posto.
Chi si salva e quale è il ruolo dei cristiani battezzati?
Allora il modello di partenza che propongo è  questo:

  •       il mondo è sospeso e può andare verso l’alto o verso il basso. La creazione è immersa in un’aura che sale verso Dio. Ma c’è chi vuole mantenere il mondo in questo stato intermedio e magari farlo andare in basso
·         Perciò alcuni fanno una serie di buchi in alto, e così entri nel mondo la polvere, l’acqua, ogni sorta di scorie che il mondo nel suo cammino incontra, e così lo appesantiscono e lo portano in giù

      ·         i “buoni” che vogliono rialleggerire il mondo operano in senso inverso. Cioè, simbolicamente, fanno dei buchi in basso, in modo che il peso accumulato venga disperso e il mondo ricominci a salire

      ·         Ma in questa lotta tra il bene e il male, si corre il rischio della perdizione del mondo. Dio non è rimasto indifferente ed è venuto per dare una sicurezza al mondo di salire. Lo schema è allora diventato il seguente.
·         Il Signore Gesù ha deciso di sollevare il mondo. Egli tira la corda. È passato attraverso la Croce simboleggiata dalla carrucola. Perciò noi sappiamo che il mondo si salverà.
  •     I   I cristiani, i battezzati, coloro che si fanno conquistare da Gesù Cristo, vanno a finire nella corda attraverso la quale Gesù tira su il mondo. Perciò anche i battezzati dovranno passare per la carrucola-croce. Ed allora ecco che il bene e il male si fronteggiano, ma anche se il bene è inferiore al male, la salvezza che viene da Dio, che passa attraverso i cristiani, comunque salverà il mondo.
Allora, tutti si salveranno. E i cristiani avranno un vantaggio? chiaramente no! Anzi i cristiani vengono sottoposti a un compito che li dilania tirati su dal Signore Gesù e contemporaneamente tirati giù dal peso del mondo. Quindi, in realtà, le sofferenze dei cristiani sono la prova che il Signore sta salvando il mondo attraverso i cristiani stessi. Per questo, cari cristiani, soffrite e amate la Croce (quella parte di Croce che vi tocca) perché state lavorando con Dio alla salvezza del mondo.
E chi soffre e non è cristiano? se accetta la sofferenza per la salvezza del mondo, che lo sappia o no, è un cristiano. Se invece soffre e non si dà pace per questo, è una vittima del male che lui o gli altri uomini fanno o hanno fatto.

giovedì 4 novembre 2010

e adesso di che parliamo?

Sento l’urgenza di aprire una discussione sul blog su 4 argomenti che sento come attuali:

1.       Rapporti tra scienza e religione (dovrei dire fede, ma se dico fede alla gente non interessa). Frequentando l’ambiente dei preti mi sono accorto della confusione che c’è nelle loro teste non avendo mai studiato scienze. Ma recentemente ho notato che anche tra gli scienziati c’è una grande confusione non avendo questi studiato né filosofia né religione.
2.       Economia: come va e come andremo, quali le cause della crisi, che cosa succederà nel prossimo futuro, che c’entra la globalizzazione, ecc.
3.       Ma questi politici stanno pensando bene o male, hanno una linea in cui vogliono guidare il paese o pensano solo a dire che loro hanno le idee giuste su cosa si deve fare domani e gli altri sbagliano. Se si elegge chi pensa all’immediato, che fa questo qui il giorno dopo che ha fatto il decreto che già sa che deve fare nei restanti 4 anni e 11 mesi di governo?
4.       Si parla di famiglia, ma cosa è che si può fare per la famiglia? Fin dove è una questione di politica, di ideali, d’amore, di solidarietà, di educazione, di cultura, di istituzione del matrimonio?

I miei scarsissimi lettori hanno qualcosa da dire su questi argomenti o sulla priorità con cui occorre trattarli?