Come conciliare il tempo di Dio con il tempo dell’uomo? Prima leggi (era-e-e-sara-per-sempre-per-tutta-la.html)
Vorrei parlare della Famiglia Vorrei parlare di come si giudica un politico e come si decide per chi votare Vorrei parlare a coloro che contribuiscono a formare il pensiero comune: • Giornalisti • Imprenditori • Banchieri • Artisti • Scrittori • Scienziati • Tecnologi Vorrei parlare di servizio, ideali, studio, preghiera, amore per i poveri, perdono, fedeltà, trasmettere qualcosa alla società. Vorrei parlare di spirito, bene e male.
martedì 7 dicembre 2010
Fate questo ….
Anche Gesù aveva timore che l’uomo presto si sarebbe stancato: egli conosceva la fragilità umana, il mutare degli interessi sotto la spinta degli stessi mutamenti che ci fanno sentire vivi. Gli uomini mutano con l’età, con il cambiare delle situazioni in cui si trovano, con la pressione di tutti i giorni e del dover fare sempre molte più cose di quelle che vorremmo, con il maturare delle esperienze positive e negative della vita.
E poi mutano le culture con l’evoluzione della storia, delle situazioni politiche, delle guerre, con le nuove invenzioni e con le tecnologie che mettono a disposizione sempre nuovi mezzi, per cui ciò che ieri non era pensabile, diviene possibile, anzi comune, oggi. E poi la scienza, la filosofia, i gusti, la moda,… tutto cambia, e , imitando Eraclito, diciamo “Panta Rei” (in realtà pare che Eraclito abbia scritto « Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va. »).
Un giorno, sotto la spinta di questi pensieri Gesù disse: “Ma, quando tornerà, il Figlio dell’Uomo troverà ancora la fede sulla terra?”( Luca 18,8).
Se questa, come io penso, era la convinzione di Gesù, si capisce perché, nella cena pasquale prima della passione, Gesù abbia anche detto, dopo la consacrazione del pane e del vino: “Fate questo in memoria di me”. In questa frase, 2 sono le parole chiave: “fate” e “memoria”, la prima delle quali chiaramente istituiva un rito che doveva essere ripetuto in seguito.
“Fate”; perché era necessario ripetere quel rito? Perché era necessario cucire il tempo di Dio con il tempo degli uomini? Quale tempo è quello giusto: il tempo di Dio che è diverso dal nostro, per cui ogni moto di Dio è presente in tutta la storia dell’uomo, o il tempo dell’uomo che scorre e ci fa credere che tutto muta? Perché l’autore della lettera agli Ebrei e il papa continuano a ripetere “Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre” (Ebrei 13,8)?
Se il tempo di Dio non si incontrasse mai con il tempo degli uomini, il nostro tempo sarebbe come quello degli animali, significativo per noi, ma non significativo per Dio. A me, che sono appassionato di astronomia, vengono in mente quelle persone che non alzano mai gli occhi verso l’alto, per le quali il cielo, che di tanto in tanto vedono, è solo un soffitto bello ma lontano e pertanto da vedere ogni tanto quando ci sentiamo l’animo poetico.
Se il tempo di Dio ogni tanto si incontra con il tempo degli uomini, esso ci fa unire il passato con il futuro, ci apre l’orizzonte verso i tempi lontani della fine di tutte le cose. Per proseguire l’esempio di sopra, ci trasforma in quelle persone che guardano il cielo come una voragine profondissima, e la scrutano e indagano per vedere il segreto e l’origine di tutte le cose. Non dunque una cosa da vedere ogni tanto con occhi poetici, ma un luogo dove ricercare il perché e il percome delle cose.
Cucire, a ogni ciclo del rito, il tempo di Dio con il tempo degli uomini unisce e trasforma tutti e due i tempi: come il tempo di Dio rende presente ogni moto di Dio in ogni istante del tempo dell’uomo, così il tempo degli uomini renderà Dio partecipe della storia dell’uomo, lo coinvolgerà negli eventi storici e futuri dell’umanità. E gli uomini e ogni uomo, uniti al tempo di Dio, trasformeranno ogni loro atto compiuto in un atto presente in tutta la storia di Dio. E come Dio non muore, ma compie atti in eterno, così ogni uomo non muore, e compie e compirà atti in eterno.
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