Leggi prima la storia di A
LA STORIA DI B.
Il Sig. B non condivise il parere espresso da A. Non poteva essere che la gioia consistesse solo nel passare da uno stato di malattia ad uno di salute, non poteva essere che la Gioia si trovasse soltanto nell’alternare miseria e ricchezza, o nella solitudine quando non se ne poteva più degli altri. Fece quindi un discorso agli amici e li convinse ad affidare a lui il comando della spedizione e di proseguire per una seconda tappa. Fu così che egli si mise in viaggio insieme a P, C e D.
Dopo un po’ di tempo che viaggiavano si trovarono di fronte una montagna alta fino al cielo, con la neve sulla cima. Non c’era altra strada ragionevole se non scalare la montagna per proseguire il viaggio. Così il gruppo cominciò la scalata.
Dapprima si arrampicarono in un bosco, ma la salita diventava sempre più ripida e ben presto raggiunsero un’altezza a cui gli alberi non crescevano più. Il vento cominciava a farsi freddo. Ma il gruppo proseguì sempre più in alto, e così arrivarono dove cominciavano le rocce.
Allora la comitiva si infilò in un canalone dove era molto faticoso camminare perché i piedi scivolavano indietro dando1’impressione di non riuscire a salire. Tuttavia il canalone riparava dal vento freddo e offriva una sorta di conforto. Salirono nonostante le difficoltà ed arrivarono dove il canalone terminava ai piedi della roccia.
Si inerpicarono su per stretti passaggi. Il vento era diventato molto forte e nei tratti esposti decisamente freddo. Ma il gruppo proseguì la salita. Erano ormai molto vicino alla neve.
Affrontarono alcune difficoltà su alcuni tratti in cui misero alla prova la loro abilità di scalatori ed infine arrivarono ai piedi di un ghiacciaio. Cominciarono allora la traversata finale del ghiacciaio, ben attenti a non finire in un crepaccio nascosto da un velo di neve recente. Sentirono lontano anche il rombo di qualche valanga, sicché procedettero nel silenzio più assoluto. Un paio di volte dovettero tornare sulle proprie tracce perché si trovarono davanti crepacci che non potevano vedere da lontano.
Ma alla fine cominciò la discesa. C’era un bellissimo nevaio; si lasciarono scivolare a valle. Poi attraversarono alcune rocce e scorsero un canalone abbastanza ripido da poter essere una scorciatoia, ma abbastanza in pendio da non essere pericoloso. Scesero allora insieme, uno di fianco all’altro per evitare che i sassi di chi stava più in alto cadessero addosso a quelli che stavano più in basso. Poi trovarono di nuovo il bosco. Dopo una sosta scesero giù a valle.
La scalata era stata difficile, ma ne era valsa la pena; avevano superato l’ostacolo ed ora erano dall’altra parte pronti a continuare la loro ricerca. Ma c’era un fiume da attraversare, la zona era selvaggia, e non c’era da aspettarsi qualche barcaiolo che li potesse traghettare.
Allora il Sig. B convinse i suoi amici a tagliare alcuni alberi del bosco e a costruire un molo fin verso la metà del fiume, in modo da superare una zona dove l’acqua era molto vorticosa. Poi costruirono delle zattere che portarono in cima al molo, e si lasciarono portare dalla corrente verso l’altra riva dolcemente più a valle.
La compagnia era abbastanza euforica perché aveva superato le difficoltà della scalata e della traversata del fiume. P si mise a pregare e a ringraziare il Signore dell’aiuto che aveva dato loro nelle difficoltà affrontate. Allora B fece un discorso:
“Io credo profondamente che questa sia la strada della Gioia.
Badate che non dico questa sponda del fiume, ma la strada della Gioia consiste nel superare le difficoltà. Questa è una gioia ben superiore a quella propostaci dal nostro amico A: qui non si tratta soltanto di stare bene, di verificare che a volte si sta male e che la gioia consiste nella guarigione dopo la malattia. Né la gioia consiste nel mangiare o bere o andare a donne o procurarsi paradisi artificiali. La gioia consiste nello scalare montagne, nel misurarsi con se stessi, nel vincere la paura e il freddo, nello scavalcare gli ostacoli, ne1 costruire ponti e zattere, nello sfruttare le correnti dei fiumi per farsi portare dove si vuole.
Io dunque rimarrò in questa regione perché credo di avere trovato quello che cercavo.”
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