LA STORIA DI D
Il Sig. D non condivise il parere espresso da C come a suo tempo non aveva condiviso i pareri espressi da A e da B. Molte delle argomentazioni usate erano equivoche. Prima di tutto chi assicurava C che il villaggio era più felice? Invero esso non aveva più i problemi che essi avevano visto arrivando, ma aveva sostituito i suoi vecchi problemi con problemi nuovi: prima si preoccupava di non morire di fame, ora si preoccupava di essere all’avanguardia rispetto al paese rivale per non esserne assalito e non soccombere. La guerra ora sarebbe stata ben più grave, perché avrebbe coinvolto paesi che si erano alleati con la prima o con la seconda città. No , non si poteva dire che la nuova situazione fosse migliore della prima. Forse soltanto più sopportabile, sicuramente con un po’ più di speranza, ma ugualmente stressante e sicuramente più rischiosa.
Inoltre un altro argomento convinceva D sul fatto che C era in errore. Se questa era la strada della Gioia, se la Gioia si trova solo aiutando gli altri nel cammino della civilizzazione, essa non è per tutti. Infatti chi non ha niente da portare, cioè proprio chi è più misero, sarebbe escluso dalla strada della Gioia, perché egli è condannato a stare dalla parte degli aiutati e non dalla parte di coloro che aiutano e che soli, secondo C, sono felici. Fece quindi un discorso a P e lo convinse a fargli compagnia in una quarta tappa della loro ricerca della strada della Gioia. Fu così che D e P partirono.
Durante la strada D cominciò a discutere con P su quale fosse la gioia più grande. Egli sosteneva che essi avevano sperimentato sia la gioia di vivere, che la gioia di superare le difficoltà, sia la gioia di prodigarsi per gli altri. Ma ci doveva pur essere una vera e più grande gioia.
P sosteneva che sempre essi avevano avuto una grande gioia, tutte le volte che essi avevano veduto compiersi le loro aspettative: sia quando desideravano di uscire dal fango e dalla confusione, e Dio li aveva condotti in un posto pieno di pace; sia quando si erano trovati di fronte la montagna e il fiume e Dio li aveva guidati a superare gli ostacoli; sia quando incontrati quei poveri uomini, Dio aveva compiuto miracoli davanti a loro facendo cambiare una situazione votata alla morte in una votata a motivo di vita e di lavoro.
D dichiarava che gli amici che si erano fermati erano nell’errore perché consideravano gioia ciò che non lo era; P invece sosteneva che essi non erano nell’errore, ma che essi si contentavano di alcuni tipi di gioia, e che forse essi, meno contorti di D e di P stesso, erano davvero più felici.
La discussione andava avanti da un bel pezzo e un bel pezzo era anche la strada che essi avevano percorsa. Proprio in quel momento una grande scossa di terremoto li gettò nello spavento. La terra tremava e sobbalzava scaraventandoli in terra. Caddero anche alberi accanto a loro e rocce dalle montagne intorno.
Finita la scossa i due amici atterriti si guardarono negli occhi e si consolarono a vicenda. P ringraziò il Signore dello scampato pericolo, ma D gli fece notare che era un bell’egoista e che non aveva nemmeno pensato a C ed alla sua città, né a B e le sue montagne, né ad A ed al suo posto incantato tra il bosco e il mare.
Allora i due amici tornarono indietro il più di corsa possibile fino alla città di C. Appena giunti videro una grande desolazione: la torre era crollata, la chiesa distrutta, le scuole e le case abbandonate, e il fiume aveva allagato interi quartieri. In un solo lungo minuto tutto era cambiato.
D derise P e il suo Dio e gli disse:
“Guarda cosa ha fatto il tuo buon Dio. Ha seminato morte e distruzione laddove prima c’era la vita. E’ davvero buono? Come fai a dire che c’è Dio?”
Si misero alla ricerca di C e purtroppo lo trovarono morto.
Piansero molto tutti e due. Poi, mentre D si dava da fare con i primi soccorsi, P si mise in disparte a pregare.
Da lontano cominciarono ad arrivare altri suoni, e poi gente a migliaia venivano tutti dall’altra città, quella che era stata la città avversaria. E quasi senza parlare seppellirono i morti, rialzarono le capanne e le case, curarono i feriti, portarono da mangiare e iniziarono a ricostruire la torre.
Allora P disse a D:
“È veramente una gioia vedere come Dio è capace di cambiare il cuore degli uomini: questi due popoli prima si odiavano, ora invece si aiutano l’un l’altro.”
Ma D obiettò:
“Tu chiami Dio uno slancio di solidarietà umana”
E P replicò:
“Vedo bene che questa mia gioia di vedere Dio all’opera, tu non la comprendi”
Lasciata la città mentre veniva ricostruita, i due amici si recarono dalla parte del fiume verso la montagna. Ma mentre andavano videro venire loro incontro B, che tutto affannato cercava di arginare l’ansa del fiume sorta durante il terremoto. Egli aveva sentito il terremoto e si era preoccupato per quella città a valle che, dall’alto, aveva visto sorgere quasi inspiegabilmente, ed aveva pensato di riportare il fiume nel suo vecchio letto. Questo era un compito difficile, ma tuttavia ci sarebbe riuscito anche senza aiuto.
I due amici lo aiutarono a costruire la diga, e sicuramente l’acqua del fiume si sarebbe ritirata dai quartieri allagati della città.
Anche ora P si mise a ringraziare il Signore che aveva fatto provare anche a B la gioia di aiutare gli altri. Ma ancora D lo derise dicendogli che egli chiamava Dio ciò che era soltanto una curiosità di B verso la città.
Il terremoto aveva aperto una fenditura alla base della montagna, così essi poterono passare dall’altra parte per andare alla ricerca di A. B li accompagnò per un tratto poi se ne tornò a compiere altre imprese.
Giunsero al bosco di A, ma non lo trovarono. Arrivarono al paese, ma non lo trovarono. Proseguirono verso l’altro villaggio sul bordo della palude, ma anche qui nessuno aveva più saputo niente del loro amico: forse era morto.
Allora D disse molto deluso:
“Di sicuro non abbiamo trovato la strada della Gioia.
Io sono medico, mi fermerò qui sul bordo della palude a curare la malaria.
Non c’è la Gioia. Non c’è una strada che porta alla Gioia. Tu provi gioia nel vedere Dio in tutto ciò che avviene, e confondi Dio con ciò che avviene per caso. Lasciami solo, starò in questa regione finché non morrò.”
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