venerdì 15 ottobre 2010

ma che succede nella nostra "civile" Italia?

Oggi i media ci hanno fatto sapere di un uomo che è stato pestato da uomini che forse appartengono alla ndrangheta per un problema di parcheggio. Ieri una donna è stata colpita al volto ed è finita in coma per una questione di precedenza ad uno sportello in cui si facevano biglietti della metropolitana. Qualche giorno fa un tassista è stato pestato fino a ridurlo in coma per avere investito un cane, come se un cane giustificasse uccidere un uomo. A un testimone è stata bruciata l’auto  perché ci pensi bene a testimoniare. Un fotografo che riprendeva l’auto bruciata è stato aggredito. Un facinoroso e un gruppo di ultras hanno impedito l’esecuzione di una partita internazionale. A Roma è ancora vivo il ricordo di una donna uccisa con un ombrello nella metropolitana. Stupri e violenze su donne e su coppie di fidanzati. Pedoni travolti e non soccorsi. Pedofilia perpetrata da sacerdoti, da familiari, da maestri. Ragazzi e bambini uccisi dalle madri o dai padri o dai compagni delle madri. Ragazzi costretti a lavorare come schiavi anche qui nella “civile” Italia.
Mi domando: forse queste cose sono sempre successe, solo che ora i media sono più efficienti e ce ne mostrano una quantità maggiore? Forse i media enfatizzano questi avvenimenti per destare interesse o paura e di conseguenza vendere più copie o avere un ascolto più alto? È forse colpa dei media?
Ma la civiltà è cresciuta o diminuita nel corso della mia vita? Non dovrebbe sempre diminuire  il numero di episodi di scarsa considerazione della vita umana? Cosa intendiamo, nella cultura di oggi, per progresso? Sono solo io che mi angustio domandandomi se la società migliora o peggiora?

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